Birra artigianale

“Senza ombra di dubbio la più grande invenzione nella storia del genere umano è la birra! Oh, vi garantisco che la ruota è stata anche una bella invenzione, ma la ruota non si accompagna altrettanto bene con la pizza.”
Dave Barry, scrittore statunitense, vincitore di un premio Pulitzer (1947)

La birra è un prodotto caratterizzato da una notevole varietà di tipologie, definite tecnicamente “stili”. Lo “stile” è la carta d’identità della birra e ne definisce a priori molti parametri come il colore, il sapore, la gradazione alcolica, gli ingredienti, il metodo di produzione, la ricetta, la storia e le origini. Lo studio analitico delle tipologie birrarie è un fenomeno moderno, ma la differenziazione delle birre è molto antica (iniziata verso il 2000 a.C.) e largamente diffusa nella storia e nelle varie culture.

Le caratteristiche chimico-compositive ed organolettiche da prendere in considerazione per definire lo stile di appartenenza di una birra sono principalmente:
amarezza, dolcezza, titolo alcolometrico volumico, caratteristiche organolettiche generali.

Rispetto alla tipologia di fermentazione si possono suddividere tre macrofamiglie:

  • Birre Ale: derivate da “alta fermentazione”, grazie al lievito Saccharomyces cerevisiae, che svolge il processo ad una temperatura compresa tra 16 e 23 °C. Ne risultano birre con sapori e aromi particolarmente intensi, ma sono oggi poco diffuse. In questa categoria si annoverano le birre Ale.
  • Birre Lager: prodotte mediante il processo di “bassa fermentazione”, condotto dal ceppo fungino Saccharomyces carlsbergensis. Con questo tipo di birrificazione si producono la quasi totalità delle birre più consumate al mondo. Le birre ottenute hanno generalmente un gusto pulito e sono leggere e fragranti;
  • Birre Lambic: a fermentazione spontanea, ovvero senza l’impiego degli starter microbici aggiunti. Si tratta di birre caratterizzate da maggior tipicità ed aromi particolari.

(enciclopedia della birra)

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